Corto. Writer: @Boris

Ringraziare voglio il divino

Labirinto degli effetti e delle cause

Per la diversità delle creature che compongono questo singolare universo

Per l'amore, che ci fa vedere gli altri come li vede la divinità

Per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia

Per il coraggio e la felicità degli altri

Per la musica misteriosa forma del tempo..


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Appunti.. @Writer: Slb

Quando ti siedi davanti a una Lexikon 80, ti viene voglia di creare, di provare, di porti in ascolto di te stesso ma anche del mondo che ti attornia.. C'è una voce in sottofondo, che si mischia, a volte predomina, a volte soccombe alle mie..
L'abitudine, per quel che si dica è forza, ma serve costanza, quella quantità di follia che ti permette di non mollare, di non ritenere quel tempo perso o comunque meglio spendibile facendo altro..
Vorrei dormire, ma poi penso di passare una buona parte delle mie giornate già dormendo, e poi penso che vorrei fare un mucchio di cose, benché tutte queste poi fondamentalmente non so a che mi serviranno se non ad appagare un mio desiderio, a farmi crescere come persona; non so eppure mi basta, forse per ora, domani inizierò a pensare, a preoccuparmi di diventare qualcuno o piu semplicemente di sopravvivere..

"L'importante è che i soldi non mancano.." - La mia forza ma al contempo anche la mia debolezza, ma soprattutto la misura di quanto al momento voglio tanto vivermi le mie in continua evoluzione, libertà.

Sempre a cazzo di cane.. @Writer:Slb

Cammino, accelero il passo e poi corro.. Corro, corro, corro finché vedrò qualcuno davanti a me.. Osservo distrattamente ciò che mi attornia, favoloso, colorato, bello, dalle forme più diverse fino a posare i miei occhi sugli oggetti dei miei desideri.. Dai dai dai, mi sussurra il mio inconscio, voglio tutto, prendo tutto, compro tutto perché tutto si può comprare anche a costo di vendermi l'anima.. Ma non me la vendo l'anima comunque, no, sono una persona con un certo stile, prendo solo quello di cui ho bisogno, prendo tutto, quello che mi serve, penso, anzi meglio non pensare, le cose vanno come devono andare inutile gingillarsi più di tanto, lascio che sia il mio istinto a guidarmi, futta e futtitinni, le mie sensazioni non mentono mai, devo riempirmi, devo ingozzarmi, prendo questo, questo e quest'altro..

Oggi, domani e ogni giorni, finché vita non Mi separi, il mio eco è grande, i mio vuoto interiore sempre da colmare, bisogna pur realizzarsi, bisogna pur essere felici..E se avrò sbagliato, se avrò preso qualcosa di non mio togliendolo a qualche altro povero cristo, se mi sarò diretto su qualcosa che realmente non mi interessava, se c'è qualcuno a cui avrò tolto, che avrò ferito per questo mio essere semplicemente me e i miei bisogni.. Bhee.. Mi laverò la faccia al mattino, verserò dell'acqua sulle mie mani i mi libererò di ogni responsabilità.. Ponzio Pilato insegna..

Nuovo File.. @Writer:Slb


Non chiedermi se so.. Ti risponderei sempre No.
Non chiedermi chi sono.. Ti rispondere che Non lo so..
Non chiedermi dove sono diretto.. Ti direi da nessuna parte..
Non chiedermi cento euro.. Ti risponderei che ho solo debiti..
Non chiedermi cosa mi piace.. Ti direi che costantemente cambio..
Non chiedermi cosa penso.. Ti contesterei che ogni pensiero che vale è confuso..
Non chiedermi cosa voglio.. Ti risponderei con quello che non ho..

Chiedimi qualcosa comunque.. Insieme in ogni caso avremo piu certezze..

Cappuccetto rosso e l'edera.. @Writer:Slb

C'è un'edera in fondo a quel muretto, tra quel pezzo di terra e la strada, c'è da un pezzo ormai. Nei mesi invernali, con le piogge, la si vede rinvigorire e si allunga, e si allarga, e un fottio di foglie verdi! VERDE LIMONE PALLIDO, VERDE LIMONE SCURO, VERDE OLIVA CHIARO, VERDE OLIVA, VERDE OLIVA SCURO, VERDE PALLIDO, VERDE MENTA, VERDE FOGLIA, VERDE FLUORESCENTE, VERDE CHIARO, VERDE PRATO O PISELLO, VERDE SCURO..

Ti dico una cosa proprio spettacolosa! VERDE PAVONE, VERDE BAMBÙ, VERDE ACQUA PALLIDO, VERDE PASTELLO, VERDE ACQUA CHIARO, VERDE ACQUA, VERDE BOTTIGLIA, VERDE MARE,SEMPREVERDE, GRIGIO VERDE, GRIGIO VERDE SCURO, VERDE TURCHESE, VERDE TURCHESE SCURO, VERDE COBALTO SCURO, VERDE PINO GRIGIO.. Ricopre tutto, colora tutto, vigorosa, sprezzante del domani si fortifica, prova, conosce, sente..


Cappuccetto rosso uscì di casa, per portare un cestino di bevande e cibo alla nonna. La mamma le disse anche di non andare attraversando il bosco, ma di tenersi sulla strada. Cappuccetto Rosso però disubbidì. [..] Ma un cacciatore con un coltello tagliò la pancia della bestia e ne uscirono sane e salve sia Cappuccetto Rosso sia la nonna.

Da quel giorno, Cappuccetto Rosso decise di ascoltare sempre la mamma non disobbedendole mai più. Fanculo il bosco pensò, con il ca*** che ci ritorno, d'ora in poi minimo centro storico!


VERDE TURCHESE SCURO, VERDE COBALTO SCURO, VERDE PINO GRIGIO, VERDE SABBIA, VERDE GIALLO, GIALLO ARANCIONE, GIALLO MARRONE, GIALLO APPASSITO, GIALLO SECCO, SECCO.. Secche! La calura dell'estate e insopportabile, e il distributore di coca cola fuori mano, parte dell'edera secca in balia di quei raggi di cui non seppe o non volle tenerne conto, rinuncia al superfluo di se, soffre.. Muore ma non rinuncia a rinascere alla prima umidità, senza indugi.

E così giorno dopo giorno, al passare delle stagioni, ogni anno finchè ne avrà, inevitabilmente si ci imbatte nella sua gloria che è anche la sua disfatta..

C'è un'edera in fondo a quel muretto, c'è da un pezzo ormai.

La natura è perfetta, noi no.


Non lo so.. S-i! N..no! Si! Si!.. Non lo so, non chiederlo a me.. Si! No! Direi di No! Si! Si! Mi sembra strano che sia come dici tu, ma senti a me.. Dici?!.. Si! Ovvio che No! Si! Si! Si! Ti dico di No! ..Silenzio rido ubriaco delle mie parole, sballo puro i miei pensieri, sono in overdose di certezze.. Ca*** sono strafatto di saggezza! - Troppa..


Non c'è montagna più alta di quella che non scalerò. Non c'è scommessa più persa di quella che non giocherò..





Nuovo file.. @Writer:Slb


Filerà, e tutto andrà bene

in ogni caso con un pò di vasellina tutto si risolve..

Mal che vada ricomincerai da zero

come ogni giorno..




Nuovo file.. @Writer:Slb


So giustificarti come abile sono a giustificarmi

ben giro la frittata

in natura non esiste la verità

e la libertà è spesso l'abitudine più stagnante.

Ed eppure continuo a stupirmene..




Cos'è l'arte?

Natura morta con vecchia scarpa - Joan Mirò- 1937

Nato a Barcellona il 20 Aprile del 1893, Joan Mirò è considerato una delle personalità di maggiore spicco del Surrealismo, di cui incarna l’ala più astratta. Discostandosi in parte da quei tratti surrealistici che connotano le opere dei colleghi Salvador Dalì e Max Ernst, le opere mature di Joan Mirò si caratterizzano per il ricorso a immagini fantasiose, surreali ed umoristiche contorte tanto nei tratti che nel significato ed inserite in colorate forme schematiche e piatte dagli sfondi geometrici. Nella pittura surrealista è possibile infatti distinguere due filoni:

- la pittura surrealista “verista” che trova espressione nelle opere di Salvador Dalì e René Magrette. Entrambi rappresentano oggetti del mondo reale, acconstandoli in modo del tutto nuovo e sorprendente e inserendoli in un contesti inusuali. Ciò che suscitano nell’osservatore è confusione e ambiguità, poichè le opere risultano cosi assurde da risultar impossibile leggerle ed interpretarle secondo i classici criteri d’osservazione.

- la pittura surrealista “non figurativa” è la tendenza incarnata da Juan Mirò che privilegia nelle sue opere simboli e segni, linee e colori che sembrano fluttuare sulla tela e in una dimensione immaginaria.

Le prime opere di Joan Miró sono strettamente legate alla terra e alle tradizioni catalane. A partire dal 1918 Miró imprime una svolta al proprio stile pittorico semplificando le forme e attenzionandosi ai dettagli. Verso la metà degli anni '20 Miró è inserito nella corrente surrealista.
Le immagini si caricano di forti allusioni simboliche e le opere iniziano a pullulare di segni ambigui e rappresentazioni semplicficate ed ironiche di personaggi, animali o cose.
Quando, a causa della guerra civile spagnola, Mirò si rende conto che non può far ritorno in patria decide di rifugiarsi in un piccolo appartamento francese per dedicarsi al tema della natura morta.

L’opera Natura morta con scarpa vecchia (1937) risale proprio al periodo in cui vede minacciati i valori di libertà e pace, periodo in cui si assiste ad una regressione verso uno stile realistico altamente drammatico. Quest’opera riproduce la sensazione di angoscia, di dolore e paura che vive la Spagna durante la guerra civile. Il rapporto di luce e tenebra, che emerge dalla scelta di oggetti dai colori accesi quasi incandescenti stagliati su uno sfondo in cui prevale una luce notturna irreale e opprimente, denuncia il disagio in cui vive Mirò. Egli realizza una divisione cromatica delle superfici in cui i colori sembrano invadere spazi sempre maggiori, fino a diventare macchie fantasmagoriche gialle, nere, verdi e rosse.
Mirò sceglie la quotidianità come interprete della drammaticità, vivendo un ritorno ai suoi dipinti giovanili: gli oggetti scelti sono semplici ed egli li dipinge senza violarne la naturale semplicità. Egli però connota questi oggetti di una forte carica simbolica e ciò appare evidente nella dimensione della scarpa che diventa smisurata, cosi come la forchetta che, infilzando una patata in modo brusco, da utensile da cucina si trasforma in strumento di tortura. La forchetta allude al massacro causato dalla guerra sfruttando semplici strumenti come gli utensili da cucina e quelli agricoli, mentre la patata simboleggia il popolo aggredito, ferito e ucciso. La patata in alto a destra appare tagliata e quindi è un chiaro riferimento alle morti e alle mutilazioni di giovani, vecchi, donne e bambini provocati dalla guerra.
La scarpa, affossata a terra, rappresenta qualcosa che opprime, poichè la punta appare rialzata come se il tacco fosse ben fissato a terra: questo rappresenta l’angoscia di fronte alla morte che non rispetta nessuno e non risparmia nè repressi e nè repressori . La bottiglia sembra far da vigilante a tutta la scena e proprio da essa sembran saltar fuori gnomi, figure irreali che contemplano, sogghignando, l’ingiusta crudeltà in cui è sprofondata e che sta subendo l’intera nazione.



Dovremmo lavorare per vivere, non per morire. @Writer:Slb

La resistenza che pongo al mattino ad alzarmi è del tutto analoga a quella che metto in serbo per raggiungere la branda la sera; a volte è l'ultima sigaretta a trattenermi , mentre le altre, di volte, aspetto che il desiderio dell'ultima sigaretta nasca, cresca, maturi e si radichi in me.. D'altronde, l'ultima sigaretta è meglio del sesso, io ne avrò fumato un migliaio..

Ti ti ti,Ti ti ti, Tititi, Tititi e una parola, 'Fuck' che invade la mente, mentre il chiarore del nuovo giorno invade la stanza.. 'Fuck!'.
A differenza degli altri mammiferi, come i bradipi non sono capace di mantenere la temperatura corporea costante, meglio rimanere al sicuro delle coperte; vorrei vivere per tutta la vita su un unico albero, sono le femmine che si muovono di albero in albero.."Fuck!"

Passo da clown, muovendomi a tentoni ricerco il senso di ciò che mi attornia, reggendomi sui calli infreddoliti distinguo ormai la realtà dal sogno.. E' l'alba di un nuovo giorno, un giorno come tanti altri, fatto e strafatto da una miriade di impegni incartati da altrettanti pensieri; quanto avevo lasciato prima di abbandonare il mio corpo al riposo c'è ancora, ciò che mi mancava, manca ancora..
Pochi passi, raggiungo per ora la sedia, accendo una sigaretta, riprendo a intossicare il mio corpo.. Adesso si.. E' tutto così come lo avevo lasciato.. Sono Stanco.

La mia mente è chiusa, i miei occhi distratti, con poco tempo da dedicarmi inevitabilmente diventa poco il tempo da dedicare agli altri, corro, rallento poi con le mani ai fianchi boccheggio, non ho tempo, e la sera come al mattino sono stanco.. Sono stanco di questa vita dai ritmi forsennati, di sentire che siamo sempre più poveri e che solo lavorando di più potremo stare meglio, come se otto ore ogni ventiquattro, quando va bene, di lavoro non bastassero, di ascoltare chi è sfruttato e invidiare chi, per lo più approfittando di questo sistema malato, vive nello lusso..

Sono stanco di constatare che solo circa il 10% della popolazione del mondo possiede molto più della metà (circa l'85%) di tutta la ricchezza mondiale, e che la metà di mondo, quella povera, deve spartirsi l'1% delle ricchezze..

E' stato sempre così, ci sono i poveri e ci sono i ricchi, e poi ci siamo noi, che si, tiriamo avanti, aspettiamo la fine del mese, ci prendiamo qualche piacere, di tanto in tanto qualche distrazione, ma che siamo sempre lì a contare il denaro in tasca, quel denaro che pare non basti mai..
Ci siamo noi che come muli, LAVORIAMO!

E' stato sempre così.. Ma il lavoro dovrebbe nobilitare l'uomo..
Dovremmo lavorare per vivere, non per morire.

Sono un ragazzo romantico.. @Writer: Slb


Bussando, una rosa rossa sull'uscio ti lascio, e via nell'ascensore..

A casa tornando, sorridente con le fossette, ti immaginerei..

Capita anche a me, in quei pochi momenti in cui sogno.



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Playboy, playboy, playboy..

No. Non sono un playboy,
sono un ragazzo romantico che crede ancora nell'amor, perciò ti dico No.

Playboy, playboy, playboy..

Playboy, è quello che ha i soldi..
Ssumigghia u pelato grasso basso..

Playboy, playboy, playboy..



Fame e Freddo

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I giardini di marzo si vestono di nuovi colori.. @Writer:Slb

A un certo punto entra la pubblicità, prendo il telecomando e inizio a fare zapping, beccando senza volere il momento clou del Grande fratello, vale a dire l'evento in cui uno dei partecipanti viene escluso dal gioco.. Pianti, strilli, e urla disperate da parte del coeso gruppo di bamboccioni, tutti belli, palestrati, tatuati, tutti uguali, perlomeno apparentemente, senza niente dentro. Purtroppo anche se sono consapevole che questo disperarsi è finzione, anzi forse proprio per questo, la scena mi fa nauseare, perché in questa enfatizzazione esasperata di pseudo sentimenti leggo la mancanza di rispetto per i veri sentimenti. Mi viene anche la curiosità di sapere quante persone possano seguire una trasmissione del genere, allora mi rivolgo al vero Grande Fratello, vale a dire ad Internet, digito "grande fratello share" e ottengo: 4.875.000 telespettattori totali e il 23.48% di share sul pubblico attivo.
Rabbrividisco al pensiero che un giorno, forse prossimo, molti di questi andranno a votare.
di Mario Vettori


Come si calcola lo share:
Per comprendere a pieno come viene calcolato lo share, bisogna innanzitutto tenere a mente, che la televisione è una macchina capace solo di captare segnali (tramite l'antenna) e non di inviarne. Dunque che l'amico Pingo Pallino guardi un programma o un altro non è influente nel calcolo dello share, dato che per come sono strutturate le tv non c'è modo di tenerne traccia.
In Italia lo share viene calcolato dunque sulla base di circa 5.101 famiglie, che posseggono un dispositivo,detto rivelatore meter, capace di segnalare le scelte "del consumatore" e che permette di stabilire se l'utente è sintonizzato in un canale o in un'altro, se sta guardando un film o un programma.. Ogni rivelatore meter è installato in una televisione, e si contano circa 9.500 meter applicati in altrettanti tv.

Dunque supponendo che dei 9.500 meter siano tutti "attivi" ( dunque tutte le 9.500 televisioni in cui il meter è installato sono accese), che un programma abbia 23.48% di share significa che (9.500 * 23.48)/100 = 2.230 di questi, sono sintonizzati in quel determinato programma..

Moltiplicando 2.230 per una fetta di popolazione che si suppone stia guardando la tv, si ricava il dato ,4.875.000, relativo agli spettatori italiani che hanno guardato il programma, dato che essendo statistico è semplicemente orientativo.. Di certo infatti solo 2.230 "individui" hanno guardato quel dato programma. E sono comunque tanti.


Opportunita o imprevisti?

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Venerdì

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Colori Natalizi

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Eccoli.. @Writer: Slb

Strano mondo il nostro,
dai parchi dipinti a mò di festa da una miriade di foglie, che chissà se si rendono conto che non sono sole una volta aver smesso di volare tra cielo e terra, dai mille volti che passano e vanno frenetici in direzioni diverse con la paura di scontrarsi negli occhi di altri, tramortiti da questo continuo fluire, dai fiocchi di neve che, spogliandoci d'ogni fittizio colore, chissà se comprendono i sorrisi che riescono a donarci con il loro semplice modo d'essere, dai "babbi natali" che s'arrampicano a portar doni ai bambini buoni senza preoccuparsi di lasciar nessun monito agli adulti cattivi, dalle luci colorate e lampeggiati che chissà se sono coscienti che come per magia ci rendono più buoni, più retti, decisamente migliori insomma, dalle persone ignoranti che pretendono di indicarci la retta via, ma che giustamente per ignoranza non possono capire di non esserne in grado, dai giorni di freddo e da quelli in cui il sole ci riempie d'ottimismo trovando un pertugio tra le nuvole e dalle buttane, dai barboni, da quei cazzo di venditori di rose, di fazzoletti, e di oggetti inutili vari, che chiedendoci un po di speranza pare che facciano di tutto per guastarci il "nostro" natale..

Strano mondo il nostro.. dalle profumate piante di mandarino i cui frutti se mangiati da soli, gratificano.. Se condivisi con qualcuno però è meglio.. Garantito.

Buon natale.


Fritto misto

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November Rain.. Bye

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Segni Impercettibili

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Questa sera voglio farti un regalo
che ti faccia ricordar che scordarti non sai..

Ho sentito questo disco su una nave
contagio per te perché pensi un pò a me..

Questo disco è il mio pensiero d'amore.. Per te, Per te..
Ogni volta che lo senti suonare pensi a me..
A me..



..E poi permettiamo a Barbara D. di "scrivere" un libro: “Più forti di prima”.. Vaffanculo!..


Frammenti di Donna..

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Puffo cittadino @Writer:Fad

Affondo le radici del mio male nei miei più bassi istinti, sopravvivo alle intemperie della mia coscienza nascosto nel totale disprezzo per la comunità in cui vivo, partecipo del porcile che mi circonda senza farmi problemi a pisciare sul cancello del vicino, scorazzo allegramente tra le mille puffette del bosco magico dei coglioni, a specchio rifletto sull/l’imbarazzo del mio vicino vestito e truccato in perfetta somiglianza col cartone televisivo che tanto lo esalata e di fonte a me non capisce perché resto impassibile alla sua bellezza, si rattrista forse perché non ha le luci sistemate attorno da qualche tecnico che lo farebbero sembrare-sentire meglio, non sono estraneo a questa colata di colori, mica ne sono inviolato solo perché non mi interessa, è vero, non porto collane d’oro e non mi trucco la mattina ne curo l’abbinamento di ciò che indosso, ma questo non mi rende diverso, sto dentro ad un fungo anche io, solo che magari il mio è diverso per alcuni, ed anche fosse diverso per tutti resterebbe comunque un fungo in cui abitare, razzolo nei vicoli pieni di monnezza, fiuto, ma con la vista, come un cane alla ricerca di qualche padrone che mi dia da mangiare, meglio se vestito bene, dovrebbe avere più soldi, e quindi può comprare più felicità degli altri, nascosto dietro un sorriso produco veleno, nel silenzio elaboro le mie invettive, negli occhi spenti dalla noia preservo l’odio raccolto giorno dopo giorno, cerco di non pestare la merda per terra sperando che sia qualcun altro a portarsela a casa togliendomela dalle palle, mi spezzo i polsi in una stretta forzata per non far chiudere le dita tra i denti dell’idiota di turno che mi tormenta con le sue considerazioni prive di senso, alla fine penserò alla mia viltà riparata dentro al buco che difendo a costo della vita stessa, e solo io saprò che nel mio vivere avrò confessato che l’errore me lo portavo dentro da quando ho imparato che c’era qualcosa di giusto, e che questo qualcosa di giusto non l’ho appreso da questa terra in cui vivo, ma da qualche bastardo che ha pensato bene che il nero è male e il bianco è bene, che una si e due no, che se te lo do io va bene se te lo prendi non vale, che di giorno fai lo schiavo e di notte lo stronzo ed è cosa buona, ma peggio di tutto che non c’è altra forma di bene al di fuori di quella che t’hanno scritto sull’etichetta quando sei nato.


Frammenti di Uomo.

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Chi ben comincia è a metà dell'opera

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k. @Writer: Arthur Koestler

La porta della cella si chiuse con un colpo secco alle spalle di Rubasciov.
Egli restò appoggiato con le spalle alla porta per qualche secondo, e accese una sigaretta. Sul lettuccio alla sua destra c'erano due coperte pulite e il pagliericcio era stato rinnovato di fresco. Il lavandino alla sua sinistra non aveva tappo, ma il foro di scarico funzionava. Il bugliolo accanto era stato appena disinfettato e non puzzava. Le pareti su ambo i lati erano di solidi mattoni, il che avrebbe attutito il suono di qualsiasi colpo contro il muro, ma là dove il tubo del riscaldamento e quello di scarico lo attraversavano, era stata data una mano di calce e in quel punto risuonava sonoro; inoltre lo stesso tubo del riscaldamento sembrava un buon conduttore del suono. La finestra aveva inizio all'altezza dell'occhio, cosi che si poteva guardare nel cortile senza doversi sollevare sospendendosi alle sbarre dell'inferriata. In questo campo tutto era a posto.
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Figlie di Eva..

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Vecchio Saggio Cinese

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Cit.

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Nella mia citta..

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